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Messina

Affacciata sullo stretto omonimo che la separa di circa 3 km dalla Calabria, Messina è una città di antiche origini, le cui vicende storiche sono sempre state collegate all’importanza economica e strategica del sito.

I ritrovamenti archeologici evidenziano in quest’area costiera sin dalla preistoria la presenza di villaggi e comunità che vivevano di agricoltura, pesca e caccia, le quali sono entrate in contatto con popolazioni anatoliche ed egee giunte qui durante l’età del rame. 

Intorno al 756 a.C., coloni calcidesi sbarcati sulla cuspide nord-orientale della Sicilia fondarono una colonia chiamata Zancle, perché così i Siculi, definivano quel luogo che ha l’aspetto di una falce “Zanklon”.

In seguito, Mamertini e Romani chiamarono questa città Messana.

Grazie alla posizione strategica del suo porto Messina divenne un’importantissima città commerciale sviluppandosi rapidamente nell’aspetto urbanistico e monumentale. La ricchezza commerciale stimolò il fiorire di un ambiente culturale che favorì la presenza di letterati, umanisti, e artisti, tra cui spiccano i nomi di Antonello da Messina e Maurolico.

Arabi, Normanni, Angioini, Aragonesi, Spagnoli si sono avvicendati nella storia di Messina che ha vissuto un periodo di splendore durato fino al XVII secolo quando la dura repressione della rivolta contro gli spagnoli del 1674-78 portò alla cancellazione di tutti i privilegi acquisiti dalla città nel corso dei secoli. La peste del 1743, i terribili terremoti del 1783 e del 1908 e i bombardamenti alleati del 1943, fecero il resto mutando profondamente la fisionomia della città e ridimensionandone il ruolo.

Quella che vediamo oggi è una città orfana del proprio patrimonio storico, eppure, tra le sue vie ed i palazzi moderni, Messina ha conservato alcuni tesori. Primo tra tutti, il Duomo, voluto da Ruggero II e consacrato nel 1197. Pur essendo stato più volte distrutto e ricostruito, conserva ancora la sua struttura medioevale.

Il campanile del duomo, alto sessanta metri contiene l’orologio meccanico più grande al mondo. Inaugurato nel 1933 è opera della ditta Ungerer di Strasburgo. Vi sono installati due calendari (uno astronomico l’altro perpetuo), statue di personaggi ed episodi della storia della città che grazie ad un meccanismo si mettono in movimento alle ore 12:00 di ogni giorno dando vita ad un suggestivo spettacolo.

Nella piazza del duomo è la fontana d’Orione, realizzata nel 1547 da Giovanni Montorsoli e Domenico Vanello. Sulla cuspide, la statua d’Orione mitico fondatore della Città domina le vasche riccamente ornate e contornate da otto animali fantastici e quattro figure sdraiate che rappresentano i fiumi Tevere, Nilo, Ebro e Camaro.

Nella Piazza Catalani, la statua di Don Giovanni d’Austria, opera di A. Calamech (1557), ricorda che da Messina partì la flotta cristiana che sconfisse quella turca a Lepanto. Di fronte è la Chiesa dell’Annunziata dei Catalani, eretta dai Normanni sui resti di un tempio dedicato a Nettuno. Medievale è anche la Chiesa di Santa Maria Alemanna che fu chiesa dei Cavalieri Teutonici a Messina. Distrutta da un incendio di lei rimangono solo poche strutture murarie.

In via 24 Maggio è il Monte di Pietà, antica istituzione con una stupenda scalinata settecentesca. Sulla stessa via il Monastero e la Chiesa di Montevergine, risalenti al 1465. Qui è custodito ed è visibile al pubblico il corpo della santa messinese Eustochia Calafato.

Sul Viale Boccetta la Chiesa di S. Francesco d’Assisi all’Immacolata, costruita nel 1254 merita una visita per le absidi medievali ed il portale ogivale. Poco distante verso il mare si ammira la Fontana di Nettuno, dio del mare con le ninfe Scilla e Cariddi, anch’essa opera del Montorsoli.

All’entrata del porto, sulle mura di Forte S. Salvatore, la colonna votiva, alta 66 metri, con la Madonna benedicente, protettrice della città, accoglie chi arriva dal mare.

Sul colle della Caperrina è il Santuario della Madonna di Montalto, ricostruito sui resti di quello eretto a ricordo dell’eroica resistenza che Messina oppose agli angioini nella Guerra del Vespro.

In posizione panoramica, ove oggi è il Sacrario di Cristo Re, sono visibili i resti del castello di Matagrifone o Rocca Guelfonia, che secondo la tradizione nel 1190 ospitò re Riccardo Cuor di Leone, in transito con il suo esercito mentre si recava in Terrasanta per la Crociata.

Il Museo Regionale custodisce la memoria del grande passato di Messina permettendo di ammirare opere d’arte, elementi architettonici e decorativi in gran parte salvati dopo il terremoto del 1908. Nel suo interno accoglie dipinti databili dal secolo XII al XVII, pitture fiamminghe, sculture e decorazioni. In particolare vanno segnalati dipinti di Antonello da Messina e di Caravaggio. La sezione archeologica del museo comprende reperti di notevole valore per la conoscenza delle culture succedutesi nel territorio.

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